Sono Mattia Simonetti e sono un Infermiere e Guida Ambientale.
Da sempre inseguo le mie passioni e dopo tanta fatica tra corsi, tirocini ed esami sono finalmente riconosciuto come GAE (Guida Ambientale Escursionistica).
Ho passato l'infanzia/adolescenza nel Parco dell'Orecchiella tra boschi di faggio e animali selvatici, questi hanno impiantato in me un piccolo seme che poi crescendo è germogliato nella voglia di conoscere la natura e divulgarne la bellezza.
Il mondo della fotografia spesso si intreccia con quello della Montagna, mi sembra passata una vita quando da ragazzetto giravo la Garfagnana con la mia vespa e andavo a fare le foto con il telefonino.
Adesso, con la mia Fujifilm XT3 mi diverto amatorialmente a fotografare i panorami, i dettagli e tutto ciò che mi emoziona.
Non la lascio mai a casa e quando raramente me la scordo in camera mi sembra di aver lasciato metà della mia anima a casa.
Me la sono portata ovunque, cammini di settimane, ferrate, anche se il suo peso a volte si fa sentire quando non è con me, è proprio la mancanza di quel peso che mi manca.
Nella foto io mentre cerco di estrarre Excalibur con pessimi risultati.
Mi definirei un sognatore, curioso ed entusiasta. Le piccole cose riescono ancora a emozionarmi profondamente e, quando non ho qualcuno con cui condividere tali sensazioni, ne soffro: sono fatto così!
Credo fermamente che un’emozione, se non è condivisa, perda parte della sua potenza. È proprio per questo che da anni mi impegno a far conoscere il nostro territorio: voglio alimentare quel senso di stupore che spesso mi pervade, portandomi a chiedere come sia possibile che il mondo intero non abbia ancora scoperto la bellezza di queste terre.
Sono un Master di Dungeons & Dragons e un grande appassionato di giochi da tavolo e di società in generale. Penso che, nel contesto attuale, il gioco sia uno dei modi più sani per stringere legami e vivere emozioni autentiche, senza dover indossare maschere.
Proprio in questo trovo molte somiglianze con il trekking: entrambi regalano emozioni pure, personali e vere, simili a quelle che provano i bambini. Crescendo, abbiamo spesso smarrito la capacità di meravigliarci davanti ai piccoli dettagli, ma il camminare ci restituisce il nostro tempo, permettendoci di contemplare la lentezza e quelle sfumature che fanno davvero la differenza.